Cinzia Lacalamita inizia a scrivere nel 2007 come editorialista di Social News, mensile del Ministero della Giustizia; l’anno dopo, diventa editorialista di Affaritaliani.it e, nel successivo, autrice e consulente di Aliberti editore.
I libri rappresentano il suo mondo e la professione di scrittrice una vera missione, in cui i messaggi trovano senso nelle necessità del singolo e, in generale, della società.
Il suo impegno fa della parola uno strumento scuoti coscienze sin dalla prima pubblicazione, nel 2009, di Daniele storia di un bambino che spera, un caso editoriale di grande supporto alla ricerca scientifica.
Nel 2011, sposta l’attenzione dalla sanità alla giustizia con L’uomo nero esiste, libro di inchiesta, con prefazione di Irene Pivetti, che avvia una forte campagna di sensibilizzazione per la certezza della pena.
Il 2013 è un anno di vero e proprio stravolgimento, dove, per la prima volta, la scrittrice triestina associa il suo nome a quello di Igor Damilano, speaker di Radio Punto Zero, nel libro intervista Margherita Hack La stella infinita.
L’unione, anche di cuore, nata sotto quella buona stella, prosegue ancora oggi e ha dato vita ad altre successive sette pubblicazioni a quattro mani, edite nell’arco di un decennio da Imprimatur e corsiero editore.
L’ultima uscita a doppia firma risale al 2023 con il thriller psicologico Rettilarium Involution, romanzo venduto insieme a Discrepanze Rewind, raccolta di racconti elaborati dagli allievi di Cinzia Lacalamita.
La narrativa resta il fondamento del lavoro di Cinzia Lacalamita, ma si è evoluta insieme ai linguaggi e ai contesti della contemporaneità, aprendosi a prospettive che non guardano solo al cartaceo.
Oggi, l’esperienza maturata nei romanzi viene applicata dall’autrice a nuovi spazi di visibilità, dove la parola deve confrontarsi con dinamiche digitali, attenzione frammentata e competizione informativa.
L’approfondimento specialistico delle logiche dei motori di ricerca le ha permesso di integrare strategie di scrittura digitale per portare contenuti complessi all’attenzione collettiva, centrandone il senso e la forza identitaria.