Cinzia Lacalamita


Vai ai contenuti

Menu principale:


Veronica De Laurentiis

Interviste


29 Giugno 2009


Al suo esordio letterario, con“Rivoglio la mia vita” (edizioni e/o, 2006) Veronica De Laurentiis – figlia di Dino De Laurentiis e Silvana Mangano – senza nessun tipo di remora, ha svelato i retroscena di una vita solo in apparenza dorata: una madre non sempre amorevole, un padre ossessionato dalle belle donne, uno stupro subito in giovane età e, come se non bastasse, un marito violento che, senza che lei se ne sia mai accorta, ha ripetutamente abusato delle sue figlie. Un’esistenza travagliata alla quale, per forza di cose, Veronica ha dovuto trovare un perché. Dopo un lungo percorso introspettivo, si è servita del dolore come strumento atto ad aiutare altre donne. Oggi, è diventata il simbolo di chi si aggrappa con forza alla speranza di poter voltare pagina. E proprio perché sono tante le donne che credono in lei, è ritornata alla ribalta con il libro “Riprenditi la tua vita- Le otto chiavi di Veronica” edito da Aliberti editore. Un manuale di consigli pratici, derivanti dalle esperienze personali dell’attrice, in cui la stessa suggerisce strategie utili per trovare la forza di “ricostruirsi”.


Cosa significa essere la figlia di Dino De Laurentiis e Silvana Mangano?
Ci sono tante sfaccettature a questa domanda. In passato, essere la figlia di due genitori tanto noti mi ha indubbiamente dato dei vantaggi. La condizione economica della mia famiglia mi ha permesso di godere di cose che la maggior parte delle persone non ha. Inoltre, un cognome come il mio fa sì che si spalanchino delle porte, senza neppure il bisogno di presentarsi: questo, però, ti porta a non essere riconosciuta per il tuo valore di persona, di professionista. Diventi semplicemente “la figlia di”. Con il tempo ho capito che dovevo trovare una mia strada, dovevo essere “Veronica”. Non è stato facile: sono grata a mia madre, che sento molto vicina. Non le rimproverò più gli atteggiamenti che da bambina mi facevano arrabbiare. Stessa cosa per mio padre, un uomo abituato a comandare, che però, attraverso l’esempio, mi ha fatto comprendere il significato di determinazione e perseveranza. Ho capito che nella vita, se uno vuole una cosa, se la deve andare a prendere.
Qual è l’impatto che speri abbia il tuo libro su chi lo leggerà?
Il mio obiettivo è quello di condividere le mie esperienze con gli altri: vorrei dare forza, aiutare il più possibile affinché chi si trova in una situazione di stallo abbia la possibilità di capire che tutto può cambiare e migliorare.
Il tuo pregio e il tuo difetto più grande, come donna e come madre?
Credo nell’amore. Con marito e figli ho un costante colloquio d’amore: ritengo sia un pregio. Per il resto, sono stata cieca in merito ad alcune situazioni e questo è un difetto. Ho avuto paura della verità, ora non ne ho più.
Cosa speri di essere per i tuoi figli?
Un esempio. Mi auguro che anche loro capiscano che certe condizioni si possono davvero rivoluzionare. Una “rinascita” della persona è sempre possibile. Con il mio esempio voglio dimostrare che si possono e si devono avere dei sogni.
Vivi più di rimpianti o di speranze?
Assolutamente di speranze. Tutti noi abbiamo dei rimpianti. Il rimpianto in sé è sempre una cosa negativa. Tutto nella vita succede per una ragione e anche le cose non belle vanno apprezzate. L’amore, per esempio, è più forte della morte e la morte non rappresenta la fine, ma solo l’inizio di qualcosa di diverso.
La tua vita è stata all’insegna dei paparazzi e dei giornalisti: la foto e la domanda che avresti voluto ti facessero e che, invece, nessuno ti ha fatto?
Avrei tanto desiderato vedere sui giornali la foto di mia madre che mi abbraccia… ma lei era una donna chiusa. In merito alla domanda invece, per anni mi hanno chiesto soprattutto dei miei genitori e per anni ho sperato che si decidessero a chiedere di me: finalmente oggi lo fanno. Oggi sono Veronica.

Clicca qui e vai all'originale



Torna ai contenuti | Torna al menu