Cinzia Lacalamita


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Una carezza

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Quanto vale una carezza? Ci risponde Emanuel Mian


04/06/2008

Appare sempre in forma smagliante Emanuel Mian, e guai se così non fosse, considerato che è perfezionato in Diagnosi e Trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare. Ma qual è il suo segreto per mantenere una buona forma fisica e che opinione ha dei vizi e stravizi degli italiani?

Il fumo uccide. Il fumo ostruisce le arterie e provoca infarti e ictus. Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta attorno. Questo è quanto è abituato a leggere - e a far finta di non vedere - chiunque prenda in mano un pacchetto di sigarette con l'intenzione di accendersene una. A poco servono i messaggi intimidatori: i fumatori non si lasciano intimorire così facilmente e continuano imperterriti ad accorciarsi la vita una tirata dopo l'altra.
Chi è soggiogato dal vizio tende a minimizzare il problema e molto spesso fatica, persino con se stesso, ad ammettere di averne uno. Lo stesso discorso vale anche per chi ama attaccarsi al collo della bottiglia, diciamo, un po' troppo spesso: si comincia al mattino con il classico "caffè corretto", si arriva alla pausa delle 10.00 con un calice di vino utile a "rinfrescare la bocca", per poi passare al bicchiere del pasto (quello che secondo gli habitué non ha mai ucciso nessuno, ed è addirittura consigliato dal medico di famiglia: "vino rosso fa buon sangue!") e così via, sino a quando ti ritrovi a far parte di un gruppo di auto mutuo aiuto nel tentativo di disintossicarti da quello che, per l'appunto, inizialmente non consideravi un problema.
Fumo, droga ed alcol sono ogni anno la causa di morte di milioni di persone. Sono gli scheletri nell'armadio di uomini e donne, di giovani e non. Ma non sono certo le uniche dipendenze dalle quali risulta tanto difficile liberarsi. Sono semplicemente quelle che destano più clamore. È un dato di fatto che i tempi moderni sono lo specchio di una società che vive di fretta, che non consente di scaricare le tensioni e che troppo spesso induce a comportamenti malsani, pericolosi. Ci si accende una sigaretta perché si è nervosi. Si beve un superalcolico per dimenticare di non essere in grado di superare gli ostacoli che la vita quotidiana ci riserva. Ci si droga, forse, perché vittime di un'epoca che non ci ama.
In ugual modo però, si divora tutto quello che si trova nel frigorifero perché incapaci di trovare una valvola di sfogo di altro tipo. Il cibo, anche se tendiamo a sottovalutare la gravità di alcuni comportamenti alimentari a rischio, è spesso l'unico compagno con cui le persone più fragili condividono la loro esistenza. Quanto vale una carezza - troppo a lungo attesa - di un familiare? Un'intera scatola di cioccolatini. A cosa corrisponde una parola di conforto di un amico che non si ha? Ad un chilo di pasta, di pane o di quanto si ha sottomano al momento.
Ansie e preoccupazioni potrebbero essere gestite diversamente. Una passeggiata, una corsa in bicicletta, un buon libro, come anche iscriversi in palestra, ad un corso di ballo o di yoga, potrebbero essere la valida alternativa alla sigaretta, al bicchiere, alla pasticca di ecstasy o al cibo assunto senza limiti. Tuttavia, ciò non accade. Continuano a prevalere le cose che pian piano minano il fisico, a discapito di quelle che migliorerebbero il nostro benessere psicofisico. Perché? Semplice. Non siamo abituati a rimanere soli con noi stessi. Quello che un tempo veniva chiamato "esame di coscienza", e che oggi prende il nome di "percorso introspettivo" , pare essere sempre più lontano dal pensare comune. Abbiamo il tempo per fumare, bere, fare uso di cocaina ed abuso di cibo, ma non troviamo il tempo per fermarci a riflettere sul perché tutto questo accade. Non abbiamo neppure il tempo per prenderci cura di noi stessi e praticare uno sport o fare una passeggiata per recarci al lavoro o ad incontrare i nostri amici.
Molti pazienti in lotta con il proprio peso che incontro nella mia pratica clinica, chiedono se dovranno smettere di abbuffarsi e seguire le indicazioni nutrizionali per tutta la loro vita: rispondo che ciò non deve essere vissuto come un sacrificio ma che dovrebbe venire paragonato ad una "carezza" o ad un "abbraccio".
Carezze ed abbracci sono per noi esseri umani (ma anche per gli animali) importantissime "medicine" utili durante tutta l'esistenza, dalla nascita sino all'ultimo momento di vita.
Prestare attenzione alla propria salute e magari anche a quella dei nostri cari, curando l'alimentazione e perseguendo uno stile di vita attivo, non deve essere ricercato unicamente nella "stagione estiva", come non deve essere vissuto in maniera ossessiva e maniacale, ma dovrebbe divenire "IL" costante modus vivendi.
(http://cicloamicisalute.wordpress.com/novita/articoli/)

Per interviste ad Emanuel Mian rivolgersi all'Addetto Stampa Cinzia Lacalamita al 3341647871; e-mail: cinzia.lacalamita@iridsa.org

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