Cinzia Lacalamita


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Dalai Lama

Interviste


15 Dicembre 2007


L'emozione di un contatto con...



Sua Santità Tenzin Gyatso , XIV Dalai Lama


Sulla scorta dei sconvolgenti fatti avvenuti in Birmania (leggi sotto l'articolo "L'impotenza dell'ONU"), ho avuto l'onore di approfondire con Sua Santità il Dalai Lama alcuni aspetti della drammatica situazione geopolitica.

L'intervista è apparsa in esclusiva
su Affari Italiani ( Clicca qui e vai all'originale ).
L'articolo è stato scritto a quattro mani ed è, perciò, firmato anche da Massimiliano Fanni. C.

Domanda: La presenza in Italia e negli altri Stati d'Europa di Sua Santità è stata contrastata dal Governo Cinese e potrebbe creare ripercussioni sulla condizione dei bambini in Birmania e in Tibet?

Risposta: Non ci sono attacchi ufficiali o dichiarati apertamente, ci sono attacchi ufficiosi, che hanno condizionato la disponibilità all'incontro e al dialogo sia da parte di alcune autorità pubbliche che di alcuni rappresentanti ecclesiastici. Dal punto di vista delle ripercussioni sulla Birmania e sul Tibet si suppone che se ci saranno, esse avverranno piuttosto sui coinvolgimenti economici e politici. È da ritenersi improbabile che i bambini in quelle zone potrebbero avere ulteriori svantaggi dati dalle visite in Italia e in tutti i Paesi visitati sinora.

Domanda
: Qual è il messaggio che Sua Santità vorrebbe dare alla comunità buddista italiana ed agli italiani tutti?

Risposta: Vi è la necessità di diffondere uno sviluppo delle qualità umane al fine di raggiungere il benessere della società e per questo, si rende necessario un approccio laico allo sviluppo interiore.


Cinzia Lacalamita
&
M. F.Canelles



L'impotenza dell'ONU


La popolazione Birmana, che ormai ha alle spalle più di quarant'anni di vessazioni militari, si ritrova ad essere per l'ennesima volta in ginocchio: il tentativo, assolutamente pacifico, di migliaia di monaci di opporsi al vertiginoso rincaro dei prezzi di gas, petrolio e diesel, ha scatenato una vera è propria guerra all'insegna del massacro e del non rispetto della vita umana. Meno di ventiquattro ore fa, i militari, senza pietà, senza rimorso, con assurda ferocia e spietata crudeltà, hanno aperto il fuoco e sparato all'ondata di monaci, che atterriti, hanno continuato con eroismo la loro marcia a difesa dei propri diritti e della propria libertà. Libertà per sempre negata agli sventurati monaci che impavidi hanno affrontato la morte con fierezza. Libertà strappata, ai più di mille, che a forza, trattati come criminali della peggior specie, sono stati arrestati e condotti nelle carceri, dove non è difficile presumere a quali brutali violenze, psicologiche e fisiche, andranno in contro. E dopo i monaci, è stata la volta dei civili: questa mattina nuovi arresti, nuove vittime, colpevoli anch'esse di voler far valere i propri diritti. Morti ingiuste ed ingiustificabili. Quanti i caduti? Impossibile dirlo. Più passano le ore, e meno le fonti ufficiali sono in grado di stabilirlo. Ormai, la polizia ha aperto la caccia a reporter e giornalisti: sono in molti a rischiare e uno di loro, un giapponese, è già stato brutalmente assassinato.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è impotente:unica incalzante richiesta al regime di Rangoon, è quella di accogliere l'inviato speciale dell'ONU, Brahim Gambari, per consentirgli di incontrare i leader dell'opposizione ed aprire un dialogo. Al contempo, le sanzioni contro la giunta militare, che sono state comunicate ieri dagli Stati Uniti e appoggiate dalla UE, sono state respinte tra i 15 del Consiglio di sicurezza, in quanto Russia e Cina, che con la Birmania hanno in piedi considerevoli rapporti economici, si sono opposte e hanno volutamente frenato una soluzione in tal senso.
Non si può prevedere quanto accadrà nei prossimi giorni, quel che è certo, è che quanti hanno sacrificato la vita per amore della libertà e della giustizia, non possono non essere ricordati ed ammirati per l'insegnamento di virtù e coraggio che hanno offerto al mondo intero. A tutti i monaci buddhisti birmani, che nulla possedevano all'infuori della loro nobile virtù, a tutti i civili, che non hanno accettato di subire passivamente le tirannie della dittatura, va il nostro grazie e soprattutto, vanno le nostre preghiere.

Cinzia Lacalamita
(articolo Notizie Flash di Novembre mensile SocialNews)


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