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RECENSIONI > ARCHIVIO 2008
3 Gennaio 2008
Il libro dello psicologo Emanuel Mian
(Recensione pubblicata su informazione.it)
Un libro fuori dal comune, sebbene tratti argomenti tutto tranne che nuovi per chi è solito frequentare biblioteche e librerie. Il dramma di patologie devastanti, quali anoressia nervosa e bulimia, sono il punto di partenza di questo testo di forte impatto con il quale l'autore intende far luce sulle reali motivazioni che spingono sempre più persone ad abusare del cibo e del proprio corpo. Dal digiuno pressoché totale, agli eccessi delle abbuffate, maschi e femmine dei nostri tempi passano da un estremo all'altro e sprecano la propria esistenza nel tentativo di piacere non tanto a se stessi, quanto agli altri, ad una società che non li vuole e non li accetta per quello che sono.
La vita viene vissuta come un reality dove, per quanto riguarda per esempio l'anoressia nervosa, vince chi riesce a raggiungere canoni di bellezza estremi. Una volta tagliato il traguardo però, resta l'amaro in bocca per una vittoria che non porta soddisfazione perché, come spiega lo stesso Mian, se esiste un disturbo della percezione corporea, ossia se ci si vede diversi da come in realtà si è, la perdita di peso non appaga mai abbastanza. Uomini e donne che sono, dunque, in lotta perché non riconoscono le proprie qualità interiori e necessitano, più che mai, di consigli utili a sviluppare un senso critico che li porti ad accrescere l'autostima personale. Consigli che in "Specchi. Viaggio all'interno dell'immagine corporea", di certo non mancano. Come non mancano nemmeno le testimonianze di chi vive la sofferenza in prima persona e che attraverso parole toccanti, a volte disperate, può far comprendere al lettore quanto siano rischiosi comportamenti e sentimenti patologi nei confronti del cibo e delle forme corporee.
Una lettura consigliata ai genitori come strumento per riconoscere eventuali campanelli d'allarme nei figli; agli insegnanti perché possano e sappiano essere di sostegno alle famiglie in difficoltà ed, infine, ai giovani, che sempre più spesso fanno della bellezza un valore.
Cinzia Lacalamita