Cinzia Lacalamita


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Spacciatori

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16 Settembre 2008


Spacciatori tutelati: e se domani a morire fosse tuo figlio?


di Cinzia Lacalamita

Si chiamava Eleonora. Aveva vent'anni. Č morta dopo aver assunto una dose massiccia di ketamina ad un rave party che ha avuto luogo nei boschi di Sovicille (Siena). A venderle la droga M.P. un ventisettenne residente a Chiusi. A casa dello spacciatore sono stati trovati, oltre a sette grammi di hashish, anche un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della droga. Per M.P. sono scattate le manette. Stessa sorte pure per la madre del giovane, insegnante di scuola elementare di mezz'etā, che come se nulla fosse, teneva in un cassetto della camera da letto 89 grammi di ketamina. E brava la maestrina! Chissā se si č resa conto che proprio la ketamina ha stroncato una giovane vita?
Certo, un rave party non č un parco giochi. Certo, Eleonora sapeva dove stava andando. Rimane il fatto che ancora una volta, l'ennesima volta, anche davanti alla certezza di una morte e alla certezza di uno spacciatore con tanto di nome e cognome, per indicarlo si preferisce usare le sole iniziali. Si parla di M.P. e di sua madre… M.P. ha venduto morte. Sua madre, arrestata con l'accusa di detenzione a fini di spaccio, si suppone, fosse solita fare altrettanto. Venditori di finte speranze ed illusioni. Oggi il corpo di Eleonora patirā l'autopsia. Chissā se M.P. e mamma ne hanno mai vista una, fosse anche solo nella finzione cinematografica? Č raccapricciante un'autopsia. Č sconvolgente l'idea che a subirla sia il corpo di una donna che aveva la vita davanti. Una donna che della sua esistenza non ha fatto buon uso, ma che se non esistessero animali come gli spacciatori, ancora vivrebbe. Eleonora č morta. I suoi spacciatori vivono. Probabilmente vivono senza rimorsi e soprattutto, vivono protetti, come sempre, dall'anonimato delle sole iniziali. Per chi rimane, per la famiglia di Eleonora, per le famiglie di chi subisce il male, oltre al danno anche la beffa.

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