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Apparire ad ogni costo
di Cinzia Lacalamita
(Articolo scritto per SocialNews notizie flash di Giugno 2007)
Ogni anno in Italia nascono circa 650/700 bambini con la Sindrome di Down (condizione congenita causata da un'anomalia cromosomica). Chi ne è colpito presenta delle particolari caratteristiche fisiche distintive fra le quali, quasi sempre, le più evidenti si riscontrano nei lineamenti del volto e degli occhi. Durante la crescita, invece, si manifesta un ritardo dello sviluppo motorio e del linguaggio, come anche un variabile grado di insufficienza mentale che però, non impedisce l'acquisizione di una buona autonomia: sono sempre più numerose, infatti, le persone con Sindrome di Down che portano a termine un discreto percorso di studio o che svolgono senza problemi le più comuni mansioni lavorative.
Ciò che fa discutere in questi giorni, sono alcuni genitori di figli Down propensi a sottoporre i propri bambini, sin dalla più tenera età, ad interventi di chirurgia estetica atti a correggere, per esempio, i classici "occhi a mandorla". La discutibile idea è nata da una coppia di coniugi inglesi intenzionata a "ritoccare" la loro bimba di soli due anni. Da precisare che il papà in questione è un chirurgo plastico di fama internazionale e la sua consorte è tanto bella, forse, proprio in virtù del fatto di essere anche tanto, come si suol dire in gergo, "rifatta". Madre e padre si dicono convinti che l'intervento correttivo gioverebbe alla loro piccola al fine di un buon inserimento in una società dove tutto sembra basarsi sull'apparenza. Genitori premurosi … chissà se la bimba, se potesse scegliere, acconsentirebbe (questa è la volontà di chi l'ha messa al mondo) a farsi "seviziare" dal bisturi di un chirurgo per correggere gli occhi troppo distanti, il naso piatto, il collo grosso, le labbra sottili e la lingua che fuoriesce dalla bocca? La bambina in questione è ancora troppo piccola per capire a quanto va in contro e c'è da sperare che una volta adulta, non sia neppure in grado di capire che i primi a ripudiarla, sono stati proprio mamma e papà. Mai come in questa vicenda è più calzante un vecchio adagio che dice: "meno si capisce, meno si patisce".
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