Menu principale:
Il Meglio di... > AFFARI ITALIANI
15 Maggio 2009
Rispetto per la morte
di Cinzia Lacalamita
Morire da bambini: crudele, ingiusto, insopportabile. Ma succede. Nonostante i soccorsi tempestivi, non è stato possibile salvare un bimbo di 17 mesi che ieri è stato ricoverato presso l'ospedale di Imperia.
Al momento del decesso il piccolo presentava sul corpo numerose ecchimosi. Stando alle affermazioni dei vicini di casa, prima della tragedia, il bambino avrebbe pianto a lungo: accanto a lui la madre, Elisabeth Petersone di soli vent'anni, e Paolo Arrigo il suo compagno.
Ora, come da prassi, si è in attesa dell'autopsia e, intanto, la magistratura di Imperia ha richiesto la cartella clinica. E, come da prassi, il pensiero comune di tanti è che si sia, un'atra volta, davanti alla "madre mostro". Alcuni tacciono. Altri, più o meno velatamente, si interrogano sulle modalità che hanno portato questa creatura alla morte. A prescindere da cosa, o da chi, questa morte sia stata causata, prima di manifestare opinioni bisognerebbe dare spazio ad un lungo momento, fatto di riflessione e di rispetto, che tenga conto di una vita finita troppo presto.
Le ecchimosi, certo, possono essere un campanello d'allarme, ma di fatto non sono una prova: esistono numerose malattie, che colpiscono i bambini sin dalla più tenera età, che si manifestano proprio attraverso la comparsa di lividi improvvisi… così, dal giorno alla notte. Non è da escludere che sia questo il caso.
E il momento del silenzio, dunque. Il momento di riportare un doloroso fatto di cronaca senza inutili illazioni, esprimendo attraverso le parole un abbraccio solidale ad una famiglia duramente messa alla prova. Per il resto, eventualmente, ci sarà tempo. Adesso no, non è ora. A questo angioletto va concesso un saluto d'addio sincero. Ai suoi genitori, fino a prova contraria, va concesso di essere considerati due brave persone.
Menu di sezione: