Cinzia Lacalamita


Vai ai contenuti

Menu principale:


Rapimento

AFFARI ITALIANI > ARCHIVIO 2008


17 Novembre 2008


Storia di un rapimento


di Cinzia Lacalamita

Leonardo e Maria: una storia d'amore. Una storia d'amore tra un padre e una figlia. Lui, ex calciatore quarantanovenne. Lei, bimba di soli tre anni. Un idillio interrotto, il loro. A spezzare l'incanto, la madre di Maria, una giovane donna, che da un giorno all'altro e senza motivo apparente, ha deciso di portare la piccola lontano: in Lituania.
Da mesi, a Leonardo Lovari non è più concesso di esercitare il suo diritto di padre. A Maria, non è più concesso usufruire del diritto di averne uno. La vicenda rimane avvolta in un alone di mistero. Molto ancora da chiarire, da capire. Una domanda tra tutte: com'è riuscita la mamma di Maria ad ottenere l'appoggio del governo lituano che, stando alle dichiarazioni dello stesso Lovari, pare aver "cancellato" il passato italiano della bambina? Maria è nata in Lituania, come la madre, questo è assodato. Ma è altresì vero, che è una cittadina italiana. Una deliziosa "signorina" italiana, che nel nostro Paese, tanto per fare un esempio, ha frequentato l'asilo nido.
Una vicenda intricata questa, per la quale non si riesce a prevedere un finale. Lovari aspetta che la situazione, in qualche modo, si sblocchi: a volte è fiducioso, altre scoraggiato. Ma non si arrende. Agisce attraverso i media: vuole, come è giusto che sia, sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni. È ancora prematuro formulare ipotesi su quanto accadrà. Il governo lituano appoggia una sua connazionale. Ora staremo a vedere se il nostro, risponderà in egual misura, sostenendo papà Lovari. E mentre si attende, il pensiero di Leonardo va anche alle tante persone che potrebbero, in futuro, vivere una situazione simile alla sua. "
Il mio desiderio - dice - è che quanto successo a me in prima persona, non riaccada: se da un lato chiedo aiuto alla stampa per poter riabbracciare Maria, dall'altro, lo faccio per incentivare chi di competenza a rivedere le leggi a tutela dei padri, ma soprattutto dei bambini. Io non so di preciso dove si trovi mia figlia. Sento costantemente la sua mancanza, ma non è questo il problema principale. Il problema più grande è immaginare, che anche lei, possa soffrire per la mia assenza. Ormai, si sarà resa conto che non ci sono. Mi chiedo cosa possa esserle stato detto a giustificazione di ciò. Magari che sono morto, o peggio, che l'ho abbandonata. Questa esperienza così pesante, ha maturato in me il desiderio di creare qualcosa di concreto. Ho in mente un'associazione non a fini di lucro che possa essere un punto di riferimento per genitori, come me, in difficoltà, in lotta. Un'associazione che però, per quanto a sostegno degli adulti, non perda mai di vista le esigenze primarie dei bambini. Avere entrambe i genitori è una di queste esigenze". Affermazioni importanti quelle di Lovari. Affermazioni che sottolineano il suo impegno non solo di padre, ma anche di cittadino dedito al sociale. Affermazioni che, mi dice, "presto potrebbero essere raccolte e raccontate in un libro testimonianza, un romanzo frutto dell'esperienza che, purtroppo, ho vissuto in prima persona e che però, non può rimanere soltanto una vicenda mia. È per questo che sto pensando di incominciare a scrivere: di me, di Maria e di come tutto ha avuto inizio… ".

Clicca qui e vai all'originale





Torna ai contenuti | Torna al menu