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9 Ottobre 2008
Sarò il figlio della morte
di Cinzia Lacalamita
L'egoismo umano non ha limiti. È raccapricciante quanto sta accadendo in Gran Bretagna: una vedova vuole dare alla luce un figlio grazie allo sperma prelevato dal marito morto. La donna ritiene di aver diritto ad una famiglia. Ricorda con malinconia i momenti in cui, con il suo compagno, sognava una creatura da amare ed accudire. La 42enne, non riesce ad arrendersi all'idea che tutto ciò, ormai, appartiene al passato. Un passato che non torna più, è che non può pesare sulle spalle di un neonato.
Ammesso e non concesso che i legali della vedova riescano a perorare la sua causa, c'è da chiedersi come questa donna avrà il coraggio di guardare il figlio negli occhi una volta nato. Come sopporterà il rimorso quando il bimbo, una volta cresciuto, dovrà fare i conti con una realtà in cui la figura del padre è fondamentale? Sono in molti a non poter contare su questa figura: per disgrazia, non per scelta.
Il 19 marzo è la "Festa del papà". I bambini, sin dall'asilo, sono soliti portare a casa un bigliettino d'augurio. A chi lo porterà il bimbo frutto di un cadavere e di una donna ossessionata dall'individualismo? C'è da augurarsi che questa potenziale madre si metta una mano sulla coscienza e rinunci ad una felicità contro natura. C'è da augurarsi che questa madre capisca in tempo cosa significa realmente essere madre.
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