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Il Meglio di... > INCHIESTA BEIKE EUROPE
5 Maggio 2009
Proposta di confronto pubblico con rappresentanti della Beike Europe
di Cinzia Lacalamita
A seguito dei numerosi articoli scritti a sfavore di Andrea Mazzoleni e Gianni Demarin, rispettivamente vicepresidente e direttore dell'azienda di biotecnologia Beike Europe, continuo a ricevere quotidiane pressioni tramite e-mail da parte dei sostenitori della sopracitata azienda: un gruppo di malati, che afferma di avere avuto dei miglioramenti dopo il trattamento con cellule staminali, mi invita ad accogliere le loro testimonianze e a smetterla di tutelare tanto le industrie farmaceutiche (con le quali mi si attribuiscono dei contatti) quanto medici e ricercatori italiani.
Mi si accusa di togliere speranze a chi vede nelle staminali e nella Cina una via di salvezza. Mi si attribuisce la colpa di aver dato il via ad una campagna denigratoria nei confronti della Beike Europe per fini personali.
Mai ho affermato di essere contraria all'impiego delle staminali e mai ho puntato il dito sui medici orientali che, a differenza di quanto accade nel resto del mondo, non disdegnano la sperimentazione su esseri umani: questo a mio avviso può essere moralmente inaccettabile, ma non spetta a me giudicare, né tantomeno accusare. Le mie critiche vanno solo ed esclusivamente a Mazzoleni e Demarin, alle loro modalità di adescamento dei pazienti, alla loro scorrettezza nel non essere chiari nel dire che non vi è validità scientifica in quanto propongono, poiché loro non sono in grado (magari altri lo sarebbero) di fornire dati che tale validità confermino.
Per il resto, è vero, sto portando avanti una campagna "denigratoria" anche per fini personali, considerato che è sin troppo banale affermare che chi oggi è sano domani potrebbe non esserlo. È mio interesse, ma dovrebbe essere "fine personale" di tutti, fare chiarezza in merito ad una azienda i cui rappresentanti si rifiutano di dimostrarne l'operato con documentazione scientifica. Stando a quanto affermano Mazzoleni e Demarin, a contare non è l'evidenza scientifica, bensì l'evidenza fornita dalle testimonianze: la chiamano "evidenza dei fatti". Desolata, ma i metodi empirici non sono attendibili.
Il grossolano tentativo di lavaggio del cervello al quale vengo sottoposta, nella speranza che io cambi la mia posizione, non trova da parte mia nessun tipo di accoglimento. Non mi scalfiscono gli insulti. Non mi tange l'atteggiamento aggressivo di alcuni. Mi si chiede con tono imperativo di dare voce a coloro ai quali, nell'inchiesta svolta da Mi Manda Rai Tre (per la quale io stessa, assieme ai giornalisti Luca Colantoni e Maria Strada ho contribuito a fornire materiale di indagine), è stato vietato di intervenire.
Rispondo lanciando un appello a qualsiasi radio e/o televisione voglia invitarmi per avere un confronto pubblico e diretto con Andrea Mazzoleni, Gianni Demarin e tutti i loro pazienti che mi scrivono in privato. Sono disponibile a presentarmi da sola, senza il supporto di medici o ricercatori italiani. Sono disponibile a presentarmi in qualsiasi momento e con il solo preavviso di qualche giorno qualora il programma dovesse essere in città diversa da quella in cui vivo. Non sono un medico, non ho le competenze per parlare di staminali, né per valutare referti clinici: in qualità di persona che lavora nel mondo dell'informazione, ho però le competenze per chiedere ai rappresentanti di Beike Europe di fornire documentazione da sottoporre a commissione scientifica e di rispondere a queste domande: perché non è possibile leggere una qualsivoglia pubblicazione in merito alle cellule staminali impiegate, ai protocolli utilizzati per il loro prelievo e alla loro sperimentazione in laboratorio su tessuti e cavie? Perché non vi è alcun riferimento sui protocolli dei trial clinici, sui loro criteri di inclusione, sui dosaggi utilizzati e sul numero delle inoculazioni da eseguire? Come mai sono assenti anche i dati sui risultati di questi trial nei pazienti sottoposti alla sperimentazione? Essere a conoscenza che alcuni malati stanno meglio non è sufficiente al fine di riempire questi vuoti informativi. L'assoluta mancanza di interesse da parte di Mazzoleni e Demarin di fare chiarezza a riguardo non fa altro che aumentare lo scetticismo nei confronto dei medici che operano presso la Beike di Shenzhen. Se la Beike Europe, come si legge nel loro sito, "è un canale diretto che dall'Europa permette di accedere al trattamento con cellule staminali in Cina", dovrebbe essere anche un canale atto a favorire il confronto costruttivo con la Cina stessa e non un gioco al massacro frutto di due persone che verso le staminali hanno interesse esclusivamente economico. Questo modo di agire non consente di valutare quanto accade presso la Beike di Shenzhen e, soprattutto, è fuorviante per i futuri pazienti che dall'Italia si recheranno in Cina.
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