Cinzia Lacalamita


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Pietro P. Mennea

Interviste


Politico, avvocato, docente universitario, scrittore e commercialista,
ma soprattutto,
campione che ha segnato la storia dell'atletica italiana e mondiale: questo è
Pietro Paolo Mennea,
noto a tutti come
"La freccia del sud".


Un uomo. Un record diventato leggenda il 12 settembre 1979 allo Stadio Olimpico di Città del Messico: il suo 19"72, nei 200 metri è rimasto imbattuto per 17 anni. Ancora oggi è record europeo.
«19"72 Il record di un altro tempo» è il titolo del nuovo libro di Pietro Paolo Mennea


2 Luglio 2008


Parlare con Pietro Paolo Mennea regala un'emozione unica. Si ha la sensazione di tornare indietro nel tempo. Sentirlo raccontare le sue imprese sportive è coinvolgente, toglie il fiato. Sono troppo giovane per ricordare quanto accadde nel 1979, ma ricordo però l'entusiasmo di mio padre quando parlava con gli amici del "grande Mennea".

Ma quanto sacrificio c'è stato a monte per raggiungere livelli così alti? Questo ho voluto chiedergli, soprattutto in virtù del fatto che oggi il mondo dello Sport è troppo spesso macchiato da record che vanno a braccetto con il doping.
"In realtà il fenomeno del doping è sempre esistito, la differenza sta nel fatto che oggi non è più un mistero per nessuno. Fermarlo? Difficile. Si può però contenerlo. Ad ogni modo per raggiungere un certo tipo di risultato esiste solo una strada da percorrere ed è oltremodo faticosa. Una strada fatta di rinunce, di sacrifici non di poco conto: le grandi imprese sono il frutto della dedizione totale che un'atleta ha nei confronti dello sport che sceglie di praticare. Il concetto è molto semplice: non si nasce campioni. Per quanto riguarda me, mi sono allenato con costanza, disciplina e con il desiderio di superare i miei limiti."

Clicca qui e vai al sito ufficiale di Pietro Paolo Mennea


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