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4 ottobre 2010
Vuole il posto? Si tenga anche la disabilità
di Cinzia Lacalamita
Esistono regole che il cittadino coscienzioso non dovrebbe neppure pensare di poter trasgredire. Una di queste è il divieto di parcheggiare la macchina nei posti riservati ai disabili. Eppure accade ogni giorno che il portatore di handicap, invece di essere giustamente agevolato, finisca con l'agevolare il normodotato menefreghista di turno. La cosa, di per sé, è irritante. Ma lo diventa ancor di più quando a trasgredire le regole di civiltà è un assessore.
L'assessore alla Mobilità del Comune di Napoli, Agostino Nuzzolo, nonostante abbia tentato di aggrapparsi maldestramente alla scusa del "si è trattato di un'emergenza", ha parcheggiato la sua vettura in un posto riservato ai dipendenti di Palazzo San Giacomo portatori di handicap. È non vi è dubbio che il fatto sia avvenuto perché, a provarlo, vi è una foto scattata da Gianluca Attanasio, dipendente del comune, pluricampione italiano di nuoto paralimpico e Ambasciatore del Movimento per l'etica e la cultura nello sport (Mecs).
Attanasio, tramite una lettera-denuncia, si è rivolto al sindaco Rosa RussoIervolino , all'assessore alla Mobilità, all'assessore alla Legalità Luigi Scotti e al comandante dei Vigili urbani, il generale Luigi Sementa. Risposta? Ma nessuna, naturalmente. Silenzio anche da parte del segretario del Pd Pierluigi Bersani. Complimenti. Ma in fin dei conti, è inutile sprecare tempo per i diritti dei cittadini, non è così cari politici? E se poi i cittadini sono disabili, è doppiamente inutile, vero? I disabili si adoperano solo in tempo di elezioni, quando la maschera del finto buonismo porta voti, è corretto signori della casta troppo impegnati per rispondere a ciò che non dà vantaggio?
Ci si augura che Gianluca Attanasio riesca, in qualche modo, a farsi sentire da chi finge sordità per non assumersi responsabilità alcuna. Tra l'altro, sarebbe cosa buona se l'Assessore Nuzzolo, invece di arrampicarsi sugli specchi e pretendere di avere pure ragione, iniziasse a chiedere scusa: pubblica ammenda, caro assessore, perché una carica politica prima di portare ad avere dei diritti, comporta dei doveri.
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