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Interviste
Campione paralimpico nel 2004 sui 200 m piani,
Oscar Pistorius,
detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 m piani,
è un amputato bilaterale che corre con l'ausilio di particolari protesi in fibra di carbonio.
1 Luglio 2008
Su di lui sono stati scritti fiumi di parole: il suo desiderio di partecipare ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 fra i normodotati, ha scatenato non poche polemiche. L'opinione pubblica, per lui si è spaccata in due: da un lato i sostenitori e dall'altro chi, ancora oggi, continua ad affermare che le sue protesi sono tutt'altro che uno svantaggio. A prescindere da questo, personalmente mi sono chiesta, come vive l'handicap un ragazzo così giovane e di bell'aspetto. Trovare risposta è stato davvero difficile... soprannominato "The fastest thing on no legs" (la cosa più veloce su nessuna gamba), Pistorius corre davvero veloce anche quando non gareggia: raggiungerlo, seppur virtualmente, è stata una vera e propria impresa! Alla fine, dopo settimane, è giunta del tutto inaspettata la tanto attesa risposta: "Tutto mi sento tranne che un disabile. A dire il vero non mi sono mai sentito diverso. Forse ad alcuni potrà sembrare strana questa mia affermazione, ma è la pura e semplice verità. Non ho le gambe come gli altri... ma gli altri non hanno cose che ho io. In fin dei conti tutti, chi per un verso chi per un altro, abbiamo delle mancanze: siamo un misto fatto di pregi e difetti. E' chiaro che a livello sportivo la mia non è una situazione idilliaca: ho dovuto affrontare molte battaglie per raggiungere gli obiettivi che mi sono posto. Tuttavia, ho pensato spesso a cosa avrei fatto con gambe sane e forti: forse non sarei diventato l'atleta che oggi sono, forse, non sarei stato sufficientemente motivato per diventarlo:"
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