Cinzia Lacalamita


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Natale e obesità

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23 Dicembre 2008


Natale e obesità: la parola all'esperto


di Cinzia Lacalamita


Tra un panettone e una bottiglia, le festività diventano un incubo per chi è costretto a fare i conti con un disturbo alimentare

Natale e spiritualità? Cosa d’altri tempi. Oggi si spende tanto e si mangia ancor di più. Il pentimento? Arriva, inesorabile, a gennaio


Gli italiani, lo si sa, sono un popolo di goderecci. Ogni occasione è buona per stare in compagnia e per dare il via a pranzi e cene luculliani in compagnia di parenti e amici.
Il conto alla rovescia, ormai, è iniziato: la vigilia di Natale è alle porte. I negozi presi d’assalto in cerca di un regalo da destinarsi a chi si ama e a chi si deve per forza far finta di amare (il commercialista, l’avvocato, il medico di famiglia). Fiumi di soldi che escono dalle tasche di tutti per comprare oggetti che, quasi sempre, non piacciono a nessuno, nemmeno a chi li acquista. Dicembre, per molti è mese di allegria, per altrettanti null’altro che fonte di stress. Ma cos’è che preoccupa di più? “In assoluto il cibo – dice Emanuel Mian, psicologo triestino esperto di disturbi del comportamento alimentare – uomini e donne di tutte le età, in questo periodo sono sottoposti a tentazioni che la fanno da padrona sul buonsenso. Per la maggioranza è impossibile non concedersi il piacere di mangiare ciò che non è presente sul mercato in altri periodi dell’anno. E, sin qui, la cosa non è grave: in fin dei conti, che male può fare una fetta di panettone? Nessun male, se la fetta fosse davvero una. Il problema è che troppo pochi riescono a mettere un freno. La gestione del cibo diventa complessa in particolar modo per chi è già in sovrappeso o presenta un obesità vera e propria: non ci si limita ad un assaggio, ma a quelle che, in gergo, vengono chiamate ’abbuffate’. Nessuna regola.. tanto è Natale. Certo, è Natale, ma la bilancia, questo non lo sa. Il fisico ne risente, ma ciò che desta maggior preoccupazione, è lo stato d’animo di chi ad un certo punto si rende conto di aver proprio esagerato. Di solito, i sensi di colpa giungono a feste ultimate. L’eccesso di peso si fa sentire e, con lui, anche i rimorsi di coscienza per non essere stati in grado di auto-gestirsi. In molti denunciano rabbia, frustrazione, paura di non tornare in forma. Tra questi, tanti danno il via alla dieta ’fai da te’, nella speranza di riuscire a perdere i kg di troppo con altrettanta facilità con cui sono stati acquisiti. Difficile che questo accada. A farne le spese un corpo abituato per qualche tempo a concedersi stravizi e, all’improvviso, obbligato al digiuno pressoché totale”. Ma cosa si deve fare per evitare che tutto questo accada? “Qualche piccola accortezza – continua Mian – in effetti, la si può suggerire. Se proprio non si può fare a meno di abbuffarsi, perlomeno è importante mangiare lentamente, masticare a lungo il cibo e cercare di concedersi una sola cosa per volta: vada per la fetta di pandoro semplice, vietato, invece, infarcirla con creme o gelati. Attenzione, inoltre, ai condimenti: cotechini e zamponi, classici di questo periodo, sono delle vere e proprie bombe di grassi, non serve andar pesanti anche con olio o affini”. In parole povere, è possibile lasciarsi andare ai piaceri del cibo, ma con moderazione: ci si augura che gli italiani lo tengano presente, e che in particolar modo, applichino queste semplici regole comportamentali sui più piccoli, considerato che l’obesità non fa sconti a nessuno e che i nostri bimbi sono, in Europa, tra quelli più grassi.


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