Cinzia Lacalamita


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Matrigne

AFFARI ITALIANI > ARCHIVIO 2008


6 Maggio 2008


Le matrigne cattive e le mamme buone


di Cinzia Lacalamita

Accade a tutti, prima o poi, di essere in difficoltà e di esclamare:
"mamma mia, aiuto!". Nelle situazioni di disagio molto spesso con il pensiero ci si rivolge alla propria madre, quasi come se la donna che ci ha messi al mondo potesse correre in nostro soccorso, anche se lontana.
La mamma protegge i figli, li ama più di quanto ama se stessa ed è disposta a sacrificarsi per loro. Sono tanti gli esempi di quelle che vengono definite "madri coraggio", madri che lottano per difendere i diritti dei propri cuccioli, piccoli o grandi che siano.
Nella quotidianità sono tante le mamme che consolano, viziano e amano. Come in tutte le cose però, esiste anche il rovescio della medaglia ed esistono, quindi, anche le mamme cattive. L'idea della mamma cattiva è difficile da digerire. Basti pensare alle favole: non esistono mamme crudeli e dispotiche, ma solo matrigne, che alla fine pagano caro il prezzo della loro malvagità.
Purtroppo però, la cronaca ci insegna che nella vita reale le mamme non sono affatto tutte buone e premurose. A volte capita che la mano che più dovrebbe dispensare carezze, diventi la mano che toglie la vita. È così che è andata in Germania, dove tre neonati poco dopo aver visto la luce, sono stati uccisi e deposti nel congelatore dalla loro mamma.
Non esiste giustificazione. Di certo si tratta di una donna malata, ma comunque sia, davanti ad un dramma simile rimane lo sconcerto e non si sa se c'è posto per il perdono. Forse il marito è stato suo complice, forse i bambini non erano sani, forse è stato un incidente, un incidente che si è ripetuto per tre volte consecutive.
È chiaro che questi sono dei forse che non reggono: cerchiamo delle giustificazioni, anzi le pretendiamo, perché per quanto la nostra sia una società malata, dove i crimini sono all'ordine del giorno, nessuno di noi è disposto a rinunciare all'idea, che proprio come nelle favole, ci sia una sottile linea di confine che separa le matrigne cattive dalle mamme buone.


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