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Interviste
6 Maggio 2009
Giornalista pubblicista, laureata in Scienze dell'Educazione, Marta Ghironi è l'autrice di "Niente è caduto nel fiume e nessuno lo ha visto, un pensiero in rivoluzione" (altromondo editore).
Originale, ironica, ma allo stesso tempo saggia e profonda, Marta, attraverso le pagine della sua opera, dimostra di non risparmiarsi e di volere lasciare traccia indelebile nel cuore del lettore.
Ma chi è nel quotidiano questa donna che si definisce "pazza"? Esiste davvero in lei un pizzico di follia? "Si, ne sono convinta" - afferma decisa - "Del resto, penso che tutti ne abbiano… E non è detto che sia un male. Vedi, io per follia, intendo anche la possibilità di uscire un attimo dal sistema, gettare la maschera che, molto spesso, siamo costretti ad indossare. Credo che la follia sia un modo per varcare i confini di questa società. Vi ricordate la Storia Infinita?". La Storia Infinita… un film dove la fantasia e l'immaginazione non hanno limiti, proprio come non li hanno per Marta che riesce già a "vedersi" tra vent'anni: "Sarò sempre una grande sognatrice, porterò, dentro di me, sempre quelle inquietudini e domande sulla vita, continuerò a cercare di guardare oltre, perché io credo che non tutto quello che vediamo è certo. Soffrirò, a volte, fino allo spasimo e svolazzerò felice, in altre. Sarò cattiva e buona. Spero di fare le scelte giuste, ma soprattutto, mi vedo sempre davanti ad un pc, a scrivere a lume di candela. Un'immagine è chiara nella mia mente. Hai presente il periodo dell'Illuminismo? Una soffitta illuminata da luci di candele, un gruppo di menti fervide alla ricerca della libertà, usando la ragione, ma non necessariamente la razionalità? Io mi vedo in quella soffitta…". E questa eterna sognatrice spera anche che il suo libro sia letto da più persone possibili. "Non per i soldi, che comunque non guastano, ma per riuscire a coinvolgerli in quello che sento io e scuotere un po' gli animi. Più di chiunque altro, vorrei che a leggere il mio libro fossero Andrea De Carlo, Enrico Mentana, Alberto Angela e Maria Strada. Mi sarebbe piaciuto farlo leggere ad Enzo Biagi… Sono felice che lo abbia letto tu. Io amo scrivere. Il mio sogno è poterne fare un lavoro, sia con i libri che a teatro: mi piacerebbe scrivere i monologhi per gli attori".
Ma qual è la chiave perché un libro sia un libro di successo? "La pubblicità! Scherzi a parte, credo debba suscitare emozioni, nelle quali identificarsi. Per me un libro è bello quando l'autore ti parla chiaro, ti guida in pensieri e riflessioni nuove. Deve essere attuale, ma anche un po' forte. Noi uomini siamo voraci di forti emozioni. Abbiamo bisogno di essere scossi, di qualcuno che ci mostri anche il nostro lato perfido. Oggi, però, purtroppo, molto spesso tutto è in mano alla dura e spietata macchina del business, che tende a promuovere più le facce che i contenuti". E proprio per restare in tema di contenuti, Marta suggerisce ai giovani di utilizzare la fantasia e le proprie idee per rivoluzionare il mondo in senso positivo: "Credo che volere sia potere. Bisogna mettersi in gioco, non avere paura di comunicare pensieri, mostrare le proprie capacità, le proprie doti. Per cambiare le cose è necessario scommettere sulla nostra mente, accrescerla, nutrirla, viverla. Siamo esseri pensanti, anime vive, ma a volte ci nascondiamo e viviamo una vita da commedianti. Ci costringono al silenzio, ci boicottano, ma non dobbiamo fermarci. Dobbiamo continuare a credere a ciò che riteniamo bello e giusto ed unirci, contribuendo ognuno con le proprie capacità, a cambiare le regole di un gioco che non funziona".
Una donna decisa, dalla spiccata personalità. Forse un giorno potrebbero scrivere una sua biografia non autorizzata che lei, ironicamente, afferma si intitolerebbe… "Marta da legare!".
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