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26 Febbraio 2009
Porta a Porta e Matrix? Si faccia silenzio sulla piaga dei nostri tempi!
di Cinzia Lacalamita
I retroscena di "Anima nera", film sulla pedofilia, raccontati da Luca Ward, uno dei protagonisti.
Ogni anno in Italia scompaiono circa 1000 bambini. 35.000 subiscono violenze. Ne vogliamo parlare? No, meglio di no.
Anima nera, un film che dovrebbe essere proposto sino alla nausea. Utile a far aprire gli occhi ai genitori, in particolar modo a quelli troppo presi dal proprio ego.
Per dar vita al film, gli autori si sono serviti dell'ausilio della Polizia di Stato, di medici, psicologi e psichiatri. Eppure, la critica non è stata magnanima. Si è guardato agli errori cinematografici, ma non si è voluto soffermarsi sul messaggio, assai più importante, che il film voleva dare. Un messaggio chiaro e diretto alle famiglie poco attente.
Guardando il film, si ha la sensazione che Luca Ward, uno dei protagonisti, provi davvero una rabbia incontrollabile nei confronti dei pedofili. È così? - gli chiedo -: "Si. È proprio così. A mio avviso, il pedofilo è un malato incurabile. Si sente parlare di castrazione chimica. Non serve a nulla. Di cosa abbiamo bisogno? Che questi malati vengano tenuti anni luce a distanza da noi. Il sistema giudiziario, lo sappiamo, non funziona e, in questo caso, i bambini ne pagano le conseguenze. Il pedofilo va tenuto in carcere. Punto.
Ad ogni modo, Anima nera è un film scomodo. Di questo male oscuro si parla, troppo spesso, in maniera superficiale. Noi abbiamo realizzato il film in due settimane, senza la pretesa di vincere l'Oscar. Siamo stati soli, con pochi mezzi. Abbiamo continuato ad essere soli anche dopo. È stata ostacolata la casa di produzione, la Medusa: ti pare normale che un film esca il 28 agosto, quando i cinema sono chiusi?
Agli attori sono state mosse critiche di ogni genere: un attore è un attore, eppure noi siamo "schedati" come attori di fiction… per il grande schermo non andiamo bene, poco importa se alcuni di noi hanno decenni di studio alle spalle. I media, in gran parte, hanno fatto pollice verso. Alcuni sono andati a caccia dell'errore (come se noi stessi non sapessimo riconoscerli da soli) senza soffermarsi su ciò che era importante far emergere. Altri non ne hanno voluto sapere di affrontare la questione. Qualche nome? Porta a Porta e Matrix. Ovvio, oggi si tenta solo di aggraziarsi il politico di turno o di far vendere libri ai conduttori di questi salotti televisivi … ma noi, che ci stiamo a fare?".
Dice bene Ward: noi che ci stiamo a fare? Siamo davanti al gatto che si rincorre la coda. Programmi fatti su misura per chi li conduce, per chi ne è ospite, mai per il benessere dei cittadini. E intanto l'Italia va in malora su tutti i fronti… e mentre la violenza non ha freno, i precari aumentano e i politici cambiano bandiera alla velocità del vento… i "signori" della Tv si permettono di chiudere le porte quando l'ospite è pensante.
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