Cinzia Lacalamita

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Lele Mora

ATTIVITA' > Nuova Resistenza


30 gennaio 2011


Lele mora e il suo seguito: i miserabili dei tempi moderni


di Cinzia Lacalamita

Fiumi di inchiostro sono stati versati su Lele Mora. Personaggio bieco e squallido che propone e dispone di "talenti" da scaraventare nei salotti televisivi e nei festini mondani a base di coca, soldi facili e escort (mignotte) varie. Mora e il suo clan rappresentano un insulto per la società, un esempio vergognoso di come tutto sia comprabile, barattabile, corruttibile. Lele e i suoi festini. Lele e i suoi amanti. Lele e i suoi inciuci con i politici. Lele e i suoi intrallazzi con giornalisti che non sono degni neppure di fare i giornalai. Al peggio, con Mora, non c'è mai fine. Esempio ne è l'ultima foto che circola su internet, in cui è immortalato in tutta la sua pochezza assieme ad un branco di uomini viscidi quanto lui. Uomini che palpano le chiappe di una femmina (nel senso più spregiativo del termine) che, in perizoma, a novanta gradi, offre uno spaccato dei tempi moderni più bui. Mani sudice, mani che feriscono la dignità delle donne che lottano per i propri diritti. Uno spettacolo vergognoso, dove l'uomo si mostra sottoforma di bestia e la donna non è altro che merce, carne da macello. E le persone oneste, le donne e gli uomini puliti, sono costretti a guardare senza poter fare nulla per fermare questo scempio. Ancora e ancora. In un Paese che va alla deriva, dove la gente non riesce più a mettere insieme il pranzo e la cena, c'è Lele Mora, in tutta la sua bruttezza, che se ne frega di ostentare il suo "paradiso" fatto di vizi e stravizi, di capricci e di intrighi. E i media gli danno corda. E i direttori di testata lo rendono sempre più forte. Tutto è concesso agli uomini come Mora. Tutto è permesso. E se fosse una donna a comportarsi così? In questo momento non desidero altro che avere tra le mani, in pubblico, degli attributi maschili da palpare. Per provocare. Per lanciare un appello che permetta alle donne di non farsi trattare come bambole gonfiabili da stuprare per perversione.



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