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15 Luglio 2008
La Cina
di Cinzia Lacalamita
La Cina – che oggi pare avviarsi verso un sistema di tipo capitalistico – con i suoi 1,3 miliardi di abitanti è di certo lo stato più popolato del mondo ed è anche uno tra quelli maggiormente provati dal punto di vista della storia politica. Fino al 1949, anno in cui venne proclamata la Repubblica Popolare Cinese, la Cina si è fatta carico di infinite, e non sempre semplici, successioni di dinastie regnanti. Paese comunista per gran parte del 20° secolo, tutto sommato, non è errato dire che, ancora adesso, sia rimasto tale. Alla fine del 1979, Amnesty International pubblicò un rapporto sui diritti umani in Cina evidenziando, tra le tante, le varie forme di violazione – torture vere e proprie – perpetrate nelle carceri. D’altra parte, sino a quel momento, i dirigenti cinesi non avevano mai negato che libertà e diritti umani fossero privilegio solo di chi si schierava dalla loro parte. Ora, a distanza di quasi 30 anni dal rapporto di Amnesty, gli Stati Uniti, per la prima volta, hanno tolto la Cina dalla lista nera dei paesi responsabili delle più gravi violazioni dei diritti umani, anche se va precisato che il dipartimento di stato americano ha comunque posto l’accento sulla negazione dei diritti umani, sulla mancanza di libertà di stampa e di espressione, oltre che sulle violenze che di norma hanno luogo nelle carceri. Ma, proprio mentre ciò avveniva, la polizia cinese si “prodigava” a massacrare e arrestare decine di monaci tibetani che marciavano pacificamente nel tentativo di veder riconosciuti i propri diritti. Come se già la difficile situazione politica non bastasse, ad accanirsi contro il popolo cinese, ci si è messa pure madre natura. Si aggirano attorno a 70.000 le vittime del recentissimo terremoto nel Sichuan. Più di 360.000 i feriti e circa 20.000 i dispersi, gran parte dei quali sono scolari e maestri rimasti intrappolati sotto le 13400 scuole crollate a causa dello spaventoso sisma. Un disastro dalle proporzioni enormi, che ha originato ben 5 milioni di sfollati. Ed è in questo clima che la capitale cinese si appresta a dare il via a quelli che ufficialmente si chiamano Giochi della XXIX Olimpiade. L’otto agosto, il mondo intero potrà assistere in diretta televisiva alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008, che avrà luogo presso lo stadio Nido d’Uccello. Tanto per restare in tema di diritti umani negati, anche nel contesto dei Giochi Olimpici le polemiche non sono mancate: c’è spazio per 28 discipline, per centinaia di atleti, ma per il quattrocentista sudafricano Oscar Pistorius, amputato di entrambe le gambe, ottenere l’autorizzazione – giunta dal Tribunale per gli arbitrati di Losanna – per gareggiare con i normodotati, è stata una sfida forse più ardua di quella a cui potremmo assistere se riuscirà a realizzare il tempo minimo (45”55) per la qualificazione alle Olimpiadi stesse. Rimane però da chiedersi se serviva arrivare a tanto.