Cinzia Lacalamita


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Ira

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21 Luglio 2008


L'eccesso d'ira è sempre più frequente.
Possibile che certi gesti non si possano evitare?


di Cinzia Lacalamita

Julien Monnet, il 37enne padre di una bimba di soli 4 anni è l'ennesimo tragico esempio di violenza perpetrata a danno dei figli. Non rappresenta, purtroppo, l'eccezione.
In un eccesso d'ira dovuto, forse, ad una situazione personale che lo ha portato all'esasperazione, Monnet ha sfogato la sua rabbia sbattendo la testa della figlioletta sul marmo dell'altare del vittoriano. Al di la della bestiale ferocia, che lascia tutti attoniti e amareggiati, è difficile non porsi una domanda. Stando alla ricostruzione dei fatti, il giovane francese in passato ha avuto problemi psichici.
Problemi non risolti, considerato che nello zaino gli sono stati rinvenuti farmaci psicotropi. Possibile che una persona costretta ad assumere sostanze per placare stati depressivi o di ansia non sia in qualche modo "tenuta d'occhio"? Si tratta di medicinali che, di certo, non si possono acquistare al supermercato: a monte ci sono controlli medici.
Com'è possibile che nessuno mai riesca a prevedere gesti come quello accaduto? Nessun campanello d'allarme? La società di oggi è senza dubbio fonte di notevole stress per tutti. Sono sempre più numerose le persone che ricorrono all'ausilio di pasticche nel tentativo di trovare un minimo di serenità.
Nulla da dire su questo. La perplessità è nei confronti dei tanti medici che distribuiscono ricette, forse, troppo a cuor leggero. Una valutazione più attenta della situazione personale di chi chiede aiuto, un invio a specialisti, una comunicazione scritta agli assistenti sociali, potrebbe, forse, evitare drammi. Inutile, quando ormai è tardi, lavarsi la coscienza con le solite frasi da repertorio: "Sembrava un ragazzo tanto tranquillo. Certo era un po' depresso, ma non si poteva immaginare arrivasse a tanto".
Siamo davvero così sicuri che non si poteva immaginare?

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