Cinzia Lacalamita


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Immagine Corporea

PUBBLICAZIONI


Immagine Corporea e Alimentazione Disturbata negli Adolescenti:
Indagine Preliminare in Friuli Venezia Giulia


Autori: E. Mian, C. Lacalamita (2008)

Il gruppo di ricerca Body-Image, tiene dal 2006 presso alcune scuole medie superiori del Friuli-Venezia Giulia, una serie di incontri finalizzati alla prevenzione e sensibilizzazione dei DCA.
Nello specifico, il progetto di cui si parla nell'articolo di Educare.IT era volto agli studenti delle classi seconde di un Liceo Scientifico di Trieste, con lo scopo di approfondire le conoscenze in merito ai disturbi alimentari, favorire il raggiungimento di un'immagine corporea positiva negli adolescenti e valutare comportamenti alimentari a rischio fra i giovani di entrambe i sessi usando innovative metodiche comunicative.
L'intervento si proponeva inoltre di evidenziare rischi e conseguenze di tali comportamenti e rafforzare l'autostima attraverso l'accettazione della propria immagine corporea attraverso anche l'educazione verso uno stile di vita sano ed attivo.
Lo studio ha coinvolto studenti delle classi seconde durante l'anno scolastico 2006/2007 e 2007/2008 nello specifico 162 soggetti, di cui 89 maschi (55 %) e 73 femmine (45%) con età media di 15 anni.
Questo lavoro mira ad illustrare i risultati dei rilevamenti delle otto classi all'ingresso in classe, dove circa il 94,4% dei ragazzi risulta insoddisfatto del proprio corpo: ciò evidenzia l'importanza di una corretta prevenzione, (sin dalla fase pre-adolescenziale), al fine di rendere i giovani maggiormente obiettivi e critici verso l'ideale di magrezza e bellezza proposto dai media.
I risultati danno la conferma di quanto sia elevata la preoccupazione dei giovani ed il loro senso di inadeguatezza rispetto agli attuali modelli di bellezza e si è rilevato quanto questo influisca negativamente sulla stima che hanno di sé e soprattutto nel caso delle ragazze, di quanto porti alla quasi certezza di non avere doti personali di rilievo.
I dati concernenti le abitudini alimentari denotano una scarsa conoscenza delle corrette norme per un'alimentazione da considerarsi sana ed equilibrata.
Il rapporto con la bilancia e la dieta e l'uso di alcolici nelle donne è indice di un disagio, come sembrano esserlo gli episodi di alimentazione incontrollata nel gruppo dei maschi.
Al contrario di quanto si è attuato fino ad oggi ai fini della prevenzione, si è ritenuto necessario porre gli studenti davanti ad una realtà che non sono soliti vedere: l'utilizzo di immagini e filmati "forti" è stato valutato positivamente come strumento atto a far comprendere che malattie quali l'Anoressia Nervosa, portano a conseguenze gravissime ed irreversibili ed in taluni casi la morte.
Il gruppo di ricerca coordinato da Mian è dell'opinione che sia sbagliato raccontare le storie di ragazze che hanno superato il problema, perché di queste non vengono mai evidenziati gli strascichi conseguenti al periodo di malattia. Inoltre, si pensa che dare la parola ad ex malate, che dichiarano di essere completamente guarite, (piuttosto che a personale specializzato), sia come affermare che è possibile usare strategie quali il vomito auto indotto e l'uso di diuretici e lassativi per dimagrire, senza correre troppi rischi.
L'intervento inoltre ha favorito un atteggiamento meno discriminante e di apertura nei confronti dei malati di un disturbo del comportamento alimentare e dei soggetti affetti da obesità.


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