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12 Gennaio 2011
L'irriverente pube di Toscani
di Cinzia Lacalamita
Dopo Cristo crocifisso vestito in abiti alla moda di Cantarelli, domani, a Pitti Uomo, avrà luogo l'evento "Forza della Natura, incontro sulla Femmina", pubblicizzato con la foto in primo piano di un pube femminile. L'immagine, che nelle ultime ore ha suscitato reazioni di forte sdegno, è di Oliviero Toscani ed è tratta dal calendario delle industrie conciarie che, come se nulla fosse, assegna un pube ad ogni mese dell'anno. Provocazione? No, puro marketing. Un marketing di cattivo gusto, diseducativo e lesivo della dignità di tutte le donne.
Durissimo il commento di Emanuel Mian, psicologo esperto di immagine corporea: "Il termine 'femmina', che connota uno dei due generi di una specie, può essere utilizzato per definire genericamente la donna. Con l'immagine del pube, Toscani, oltre a voler colpire l'opinione pubblica, schockandola, tenta di proporre un metasemema, ossia, tenta di modificare il significato di una parola sul piano del contenuto. Il fotografo propone la vagina per definire la femmina, cioè la donna e il suo universo. Già questo è limitante ed offensivo per ogni donna. Perché una donna non è solo il suo sesso. È anche il suo sesso. Una visione maschilista quella di Toscani, irriverente persino verso la stessa madre che lo ha generato. Inoltre, accostare la donna e il suo sesso all'idea di una pelle conciata, significa mercificare ancora di più un corpo già bistrattato dai mass-media. Non da ultimo, il fatto che Firenze sia anche tristemente famosa per il suo 'mostro' che, come noto, era solito asportare il pube delle sue vittime donne, rende la trovata pubblicitaria ancor più sgradevole e moralmente discutibile.
Alcuni definisco Toscani un genio. Ritengo che il termine non possa appartenere a chi, attraverso la sua contestabile arte, negli ultimi anni ha dimostrato di non avere rispetto della morte, della religione, delle malattie e, ora, di tutto l'universo femminile."
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