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9 Maggio 2008
Ora però non trasformiamo Marcelletti in un mostro
di Cinzia Lacalamita
"Caro diario, oggi ho visto il ragazzo più carino del mondo e sono troppo felice perché (questo è il massimo della fortuna) lui è un amico di mio fratello e lo aiuta a fare i compiti di matematica. Domani, se trovo il coraggio, gli scrivo un bigliettino e gli chiedo se si è accorto che io esisto … magari lo infilo nel suo zaino quando non mi vede. Spero di non sembrare troppo sfacciata o ridicola perché, in fin dei conti, io ho solo 13 anni e lui ben 17! Però mi piace tanto!"
Così andava il mondo sino a qualche decennio fa. Fiumi di parole scritte su diari rigorosamente chiusi a chiave. Diari, la cui serratura, le mamme tentavano con ogni mezzo di forzare. I tempi, e forse pure le mamme, sono cambiati. Carta e penna non si usano più e le madri sono troppo indaffarate, anche solo per pensare di andare a curiosare nel sostituto per eccellenza del diario: il cellulare. Sono cambiate anche e soprattutto le modalità comunicative. Gran parte delle ragazzine di oggi non conoscono la timidezza e sostituiscono i messaggini romantici con veri e propri richiami sessuali, che nulla lasciano intendere.
Melissa P. ha fatto scuola. Certo, non tutte le adolescenti, grazie a Dio, vivono come Melissa, ma in ogni caso, è un dato di fatto che molte sono consapevoli di poter esercitare un certo tipo di fascino sui maschietti. Fa scalpore il "caso Marceletti". La società di benpensanti non accetta che un cardiochirurgo di fama, per soddisfare le sue esigenze sessuali, si sia intrattenuto in conversazioni hard scambiandosi sms con una ragazzina. Come al solito abbiamo bisogno di creare un nuovo "mostro" e di gridare: Marcelletti, colpevole! È chiaro che non siamo davanti ad un santo, ma è anche un dato di fatto che come il "mostro" ha inviato messaggini di un certo tipo, così anche li ha ricevuti.
Ci si trova davanti ad un uomo che ha sbagliato e che dovrà render conto di questo. Ma se si fosse trattato di un "semplice operaio", ci sarebbe stato tutto questo clamore? Vogliamo forse illuderci che non ci siano altri uomini maturi che assumono lo stesso comportamento di Marcelletti? Vogliamo credere che le nostre ragazzine siano tutte delle "Biancaneve"? Non sarebbe forse il caso, prima di dar vita all'ennesimo mostro mediatico, di distribuire un po' le colpe? Vogliamo tutelare la ragazzina? Facciamolo. Ma ricordiamoci, perlomeno, che se la tredicenne "va salvata", esiste anche una madre, che proprio come le mamme di un tempo andavano a dare una sbirciatina nel diario, avrebbe potuto scorrere la lista dei messaggi, inviati nientemeno che dal suo cellulare privato!
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