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22 Dicembre 2008
Andreas vive nelle lotte
di Cinzia Lacalamita
Momenti di forte tensione in Grecia, dove da tempo serpeggia il malcontento tra la popolazione, costretta a fare i conti con la crisi economica. A detta di tutti, il peggioramento delle condizioni di vita è da ricondursi al Governo. Per farsi sentire, un unico sistema: manifestare, scioperare. Questo devono aver pensato in molti, qualche settimana fa. Ma nessuno mai, avrebbe anche solo ipotizzato, che il prezzo da pagare per suscitare attenzione, sarebbe stato tanto alto.
Il 6 dicembre 2008, il 15enne anarchico Alexander Andreas Grigoropulos, scende in piazza e ad Atene è subito tragedia: colpito a morte dal proiettile di un poliziotto, in procinto di sedare i tumulti. Questa è la versione ufficiale, quella trasmessa dalle Tv. In realtà, secondo alcuni testimoni oculari, il ragazzo non stava affatto manifestando: "Se ne stava per conto suo, con alcuni amici. Ha insultato due poliziotti: uno dei due ha sparato, lo ha ucciso a sangue freddo".
In queste ore, l’attenzione di tutti è rivolta alla perizia balistica che svelerà le dinamiche dell'incidente. Nel frattempo, l’agente (che si difende sostenendo la tesi del "colpo partito accidentalmente") ed il suo collega, sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario e complicità in omicidio.
Questo però, non è servito a calmare le acque: la rivolta ha preso piede e si è estesa a macchia d’olio a Salonicco, Patrasso, Ioannina e Hania, sull’isola di Creta, dove è stato anche attaccato un commissariato. Impossibile, almeno al momento, mettere un freno agli episodi di brutale violenza e agli atti vandalici: tra decine di feriti, non si può restare indifferenti alla vista dei tanti negozi presi d’assalto e delle auto in fiamme. Uno scenario apocalittico, quello che si rivela ora in tutta la Grecia.
Il Primo Ministro Costas Karamanlis, durante un discorso televisivo, si è rivolto ai familiari di Grigoropulos, promettendo che quanto accaduto, mai si dovrà ripetere. Parole che non riporteranno in vita il giovane Alexander Andreas. Parole che non bastano a quietare la rabbia di chi continua a protestare per questa morte assurda e prematura, oltre che per tutto il resto. L’adesione allo sciopero è pressoché totale: scuole, banche, esercizi commerciali chiusi. La difficoltà del governo, a gestire il tutto, è evidente. Karamanlis promette sussidi per gli esercizi commerciali danneggiati, promette stipendio e tredicesima ai lavoratori che hanno subito perdite di danaro a causa della chiusura degli stessi. Ma mentre lui promette, la Grecia va in fiamme.
Nel frattempo, in Italia, a Torino, sulla facciata del palazzo che ospita il consolato greco, messaggi inequivocabili: "Assassini. Andreas vive nelle lotte".
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