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5 Settembre 2008
"Maestro-mamma"? No, grazie
di Cinzia Lacalamita
Maestro unico alle elementari dal 2009 e solo per la prima classe: questo vorrebbe il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che dichiara: "Il bambino nei primi anni di scuola ha bisogno di avere nel maestro una figura di riferimento così come lo è la madre". È fuor di dubbio che la Gelmini si stia adoperando in maniera intelligente per migliorare la situazione scolastica italiana. Lodevole, per esempio, la sua presa di coscienza in merito ai lavoratori precari: "La politica li ha presi in giro: io non me la sento di prendermi questa responsabilità morale prima che politica". A tal proposito, offre soluzioni la Gelmini: sembrano valide. L'unica perplessità è relativa al "maestro-mamma"… le mamme, molto spesso, sono un punto dolente. Protettive: troppo. Propense più a coccolare e viziare, che ad offrire la possibilità ai figli di crescere e diventare autonomi. Non è più un mistero per nessuno che nelle famiglie italiane ci sono "bambini quarantenni" che ancora si fanno lavare i panni da mammà. Ora, c'è da chiedersi: siamo così sicuri che i bambini debbano vedere nel maestro un surrogato di madre? È un dato di fatto, che già all'asilo i bimbi si confrontano con più maestre. A che serve dunque una classe prima con un insegnante unico? Sino a qualche generazione fa, le elementari venivano affrontate con la "signora maestra", che istruiva gli allievi a forza di "asta e filetto".. i quarantenni di oggi non possono non ricordare! I tempi sono cambiati, per fortuna. I nostri bimbi sin dalle prime classi delle elementari sono ormai in grado di seguire un programma al pari di quello che a noi era concesso soltanto alle medie. Sono cuccioli intelligenti e svegli i bambini di oggi. Sono cuccioli che hanno diritto alle cure materne a casa, ma la scuola è un'altra cosa. E, forse, sono proprio gli anni delle elementari quelli più importanti: gli anni in cui si dovrebbero dare le prime regole utili per il futuro, per crescere rispettando il prossimo e le Istituzioni. Regole non coccole.
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