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Interviste
2 Aprile 2008
Si č fatto conoscere al grande pubblico conquistando nel 2007 la platea del Festival di Sanremo. Con la sua indimenticabile "Pensa", Fabrizio Moro ha dimostrato coraggio, un coraggio che non tutti possiedono e che andrebbe preso come esempio. Un giovane uomo da ammirare che vive il palcoscenico con grinta, con passione.
Dietro alla sua aria da "bello e dannato", forse, Fabrizio nasconde una forma di timidezza. Questa č perlomeno l'impressione che mi sono fatta quando ho letto le sue risposte in merito ad alcune domande che gli ho posto sul tema della comunicazione. Con la sua arte č stato indiscusso maestro nel far capire che č possibile non solo coinvolgere, ma anche lasciare un segno positivo, educativo. Ciononostante lui tende a minimizzare. "Mi chiedi se esiste un segreto per arrivare al cuore del pubblico... non penso proprio ci sia, ma se c'č io non lo cerco. Quel che mi interessa fare č essere me stesso, comportarmi con lealtā. Non voglio cercare di arrivare al cuore delle persone usando delle tecniche. Voglio solo essere vero. Le mie canzoni sono lo specchio di questo: racconto la musica a modo mio, senza fronzoli o assurdi giri di parole. Tu mi definisci coraggioso e sei curiosa di sapere quali sono le mie paure e soprattutto se c'č qualcosa che mi fa paura... vuoi la veritā? Beh... Fabrizio Moro ha paura di tutto!". Non mi aspettavo una risposta di questo tipo, quel che č certo č che č la migliore che potesse darmi.
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