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20 Novembre 2008
Intervista a Fabio Salvatore
di Cinzia Lacalamita
Fabio Salvatore, regista e attore, diretto da grandi maestri come Enzo Garinei, Walter Manfrè e Corrado Veneziano, è l'autore del romanzo autobiografico "Cancro, non mi fai paura". Fondatore del Magna Grecia Awards e del laboratorio creativo Rodolfo Valentino Opera, ha diretto spot sociali ed innumerevoli opere teatrali, portando in scena racconti di vita. E di vita parla il suo romanzo. Di vita parla Fabio: lo fa con grinta, con coraggio, con umanità. La sua voce è ferma, pacata, avvolgente quanto può esserlo un abbraccio.
Fabio, gli chiedo, il tuo è un libro che tocca tutte le sfere più intime, compresa quella della sessualità. Nessun sentimento viene nascosto. Quando e perché hai cominciato a pensare di scriverlo? Mi risponde di getto, senza esitazione. Si lascia andare ad una lunga "confessione". Una confessione intrisa di amore per il prossimo. "Questo romanzo nasce da lontano, nasce dall'esigenza di raccontarmi, di raccontare la mia storia. Esattamente nasce due anni fa, quando la malattia si è ripresentata. In quel momento ho cominciato a scrivere per me stesso e ad ammettere delle cose che, prima, non avevo avuto coraggio di ammettere : scrivendo ho scoperto un'altra persona, mi sono messo in discussione. Questo libro per me è un sogno ad occhi aperti: è arrivato alla terza ristampa. Ciò significa che la gente mi ha saputo leggere, ascoltare. Bisogna umanizzare questo grande male che è la malattia.
Sai perché il mio romanzo è stato così apprezzato? Perché io parlo con la voce di chi il male lo conosce e non lo maledice. Mai maledire il male. Se lo fai, diventi cattivo, avveleni la fede. La fede è l'anima, è quello che è dentro di noi. Il cancro va compreso, va visto sotto un'ottica diversa, che non è quella della morte, ma della vita. Nel mio caso, il cancro mi ha regalato una nuova vita e se io adesso posso essere da sprono per altri, ben venga. Il mio sogno è che i malati possano portare avanti questa voce, possano acquisire dignità.
Alcuni direttori di testate giornalistiche molto note, hanno cercato di intervistarmi imponendomi di raccontare il male a loro modo. Un modo finalizzato solo ad attrarre il maggior numero possibile di lettori. No, non ci sto. È patetica questa cosa. Non vado in cerca di pubblicità o di soldi. Vado in cerca di umanità, di confronto con chi si sente solo, abbandonato da una Società che non lo vuole. Dal 15 al 20 dicembre mi recherò in sei ospedali italiani dove questa umanità esiste: regalerò il mio libro ai malati. Farò loro compagnia. Ho deciso inoltre, di finanziare un progetto patrocinato dal Ministero per le Pari Opportunità, che si chiama 'Con i miei occhi': l'attenzione sarà spostata dalla malattia al paziente perché è giusto chiedersi cosa sente e prova il malato. Il mio è un grande viaggio nella vita". È con quest'ultima bellissima frase, che Fabio Salvatore mi saluta, dando un valore diverso, più profondo, alla mia giornata.
Chiunque volesse imparare a conoscere meglio Fabio, può iscriversi su facebook al suo gruppo: " Cancro, non mi fai paura".
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