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AFFARI ITALIANI > ARCHIVIO 2008
10 Maggio 2008
Festa della mamma? Si digiuna!
di Cinzia Lacalamita
Sono un essere umano e come tale, ho bisogno di nutrirmi per vivere. Precisiamolo, la mia corporatura esile non ha grosse pretese, ma ciò non significa che io possa sopportare il digiuno. Soprattutto se si tratta di un digiuno imposto da una ricorrenza che detesto più di qualunque altra: la festa della mamma. Vivo di fretta, come la maggior parte delle persone del resto. La mia giornata tipo è fatta di caffè al volo di prima mattina, panino ingurgitato a tempo di record ad ora di pranzo e cibo dalla cottura super rapida (surgelati tanto per capirci), la sera. Mangio poco, mangio male e sono felice di questo. È un prezzo che pago volentieri pur di non trasformarmi in una casalinga disperata con grembiulino, bilancia pesa alimenti e ricettario sempre a portata di mano. Vivo, quindi, in maniera sregolata per scelta. Posso permettermi di farlo tutto l'anno, tranne che nei mese di aprile e di maggio.
Il primo aprile, lo si sa, c'è la gradevole abitudine di fare degli scherzi e prendersi delle rivincite con chi non ci risulta proprio simpatico… in apparenza si tratta di un mese che parte con il piede giusto. Magari fosse così! La verità è che assieme al pesce d'aprile scatta anche un giro d'affari che sfrutta la figura della mamma e riempie le tasche dei commercianti. Come per magia, le vetrine dei negozi assumono un aspetto diverso e le scritte "auguri mamma", alternate a quelle che lanciano messaggi minacciosi come "ricordati della mamma!", si sprecano. Ed è così, che con il primo aprile, io inizio il digiuno e vengo privata della mia libertà. Non posso, sebbene nelle vicinanze di dove abito ci siano tre panifici, comprarmi un misero pezzo di pane nell'aspettativa di infilarci dentro una fetta di salame. Non posso perché la produzione del pane, alimento che nel mio caso mi consente di evitare il ricovero ospedaliero, viene dimezzata a favore di quella di torte, rigorosamente a forma di cuore, con dedica a mammina. Non posso, perché la fila di gente disposta a conservare per un mese la torta nel freezer, è così lunga da farmi desistere: meglio pensare, alle otto di mattina, direttamente a quella che sarà la cena.
Anche la cena però, rappresenta un problema non di poco conto. Entrare in un supermercato, o meglio riuscire ad uscire da un supermercato, è da considerarsi una missione impossibile. Non esiste, infatti, un solo prodotto che non sia dedicato alla mamma. La gente riempie i carrelli di cose inutili e, senza che se ne renda conto, viene "derubata" del suon denaro e del suo tempo. È così per la festa della mamma, come del resto per quella del papà, degli innamorati e di qualunque altra occasione dove i sentimenti vengono strumentalizzati, banalizzati e diventano null'altro che una macchina per fabbricare soldi.
Adesso, per non sentirci figli ingrati, siamo costretti a comprare (in una giornata stabilita da altri), qualcosa che in teoria dovrebbe far felice nostra madre, ma che in realtà fa più felice chi è riuscito a vendercela. Compriamo di tutto: dai più banali cioccolatini, alla mortadella, al caffè, per arrivare persino alla carta igienica. Giuro, su quello che ho di più caro al mondo (devo dire per forza i figli, visto che sono mamma pure io di una splendida e pelosa adolescente e di un meravigliosa peste di sei anni che il ritratto dell'omino Michelin), che ho visto con i miei occhi la carta igienica studiata appositamente per la mamma: più morbida di quella comune, con sfondo rosa e cuori rossi. Forse sono io strana, ma come si può anche solo pensare di regalare questo genere di articolo a colei che ci ha messo al mondo? Non è un po' come mandarla a…?
Tornando a noi, Il prossimo anno, a marzo, devo ricordarmi di attaccare un post-it sul frigorifero: "se vuoi sopravvivere fai rifornimento di surgelati: ORA!". Bisogna premunirsi, proprio come quando si è in stato di guerra. La carestia, infatti, dura molto, almeno sino a fine maggio. Non ho ancora capito, nonostante i mie 35 anni, quando è di preciso la festa della mamma. Credo cambino la data ogni anno per dispetto o come strategia di vendita per confondere la gente ed imporre un doppio acquisto. So per certo però, che una volta giunti alla fatidica data, l'agonia non finisce. Eh no.. i negozi rimangono tali e quali fino alla fine di maggio a favore dei ritardatari. Caspita, avevate un mese di tempo! Possibile che non vi siate accorti che dovevate comprare, comprare e ancora comprare? Qua non si tratta di messaggi subliminali, ma di veri e propri striscioni che senza troppi giri di parole invitano a spendere, perché tanto più si spende, maggiore è il bene che si vuole alla mamma!
Questo è il consumismo e che dire, se avete bisogno di una proroga di tempo, come accade per che si scorda di pagare il canone Rai, come minimo vi meritate una mora di 10 euro su un cioccolatino che ne vale meno di uno. A dirla tutta, vi meritereste gli arresti domiciliari, perché anche se indirettamente, siete i mandanti del tentato omicidio di tutte quelle persone che come me, in questo periodo dell'anno sono costrette ad andare avanti con integratori alimentari scaduti pur di non uscire da casa.
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