Cinzia Lacalamita


Vai ai contenuti

Menu principale:


Droga e gravidanza

Il Meglio di... > ARCHIVIO


Quando a fumare lo spinello è il feto


di Cinzia Lacalamita
(Articolo scritto per SocialNews notizie flash di Giugno 2007)

Secondo i dati emersi da uno studio svolto da un team di ricercatori dell'Università di Arberdeen - capitanato dal Prof. Tibor Harkany e coordinato dal professor Jan Mulder (esperto di ricerca sul morbo di Alzheimer) - fare uso di droghe leggere in gravidanza danneggerebbe lo sviluppo celebrale del feto. Come si suol dire in gergo… vietato "farsi le canne", perlomeno se si è delle future mamme! I figli di gestanti che non disdegnano la cannabis pare vadano, infatti, in contro a problemi di tipo motorio. A detta dei ricercatori le molecole naturali del cervello - che prendono il nome di endocannabinoidi - agiscono in maniera analoga a quelle del tetrahydocannabinolo della cannabis, colpendo i medesimi recettori e i sistemi che segnalano nel cervello. Affinché sia possibile consentire un normale sviluppo celebrale, questo processo dovrebbe avvenire senza alcun tipo di interferenza, cosa che non accade quando, invece, la madre del nascituro fa uso di droghe leggere.
Interessante. Senza dubbio. È fondamentale ai fini della prevenzione capire quali siano rischi e conseguenze di comportamenti poco salutari. Tuttavia, a volte, una buona dose di buonsenso potrebbe avere la meglio su qualsiasi tipo di ricerca.
Da anni si parla degli effetti benefici di alcune sostanze per quel che riguarda la lotta contro mali che non perdonano. Numerose le raccolte firme del tipo: cannabis sì, cannabis no. Un conto però, è la gestione di canapa ad uso farmacologico somministrata da medici, altra cosa è l'abitudine di "concedersi lo spinello". Nelle corsie ospedaliere non si sono mai visti, né mai si vedranno, malati terminali fumare indisturbati e con tanto di pacca sulla spalla da parte del primario del reparto. Va da sé che la gravidanza, momento estremamente delicato in tutte le sue fasi, dovrebbe segnare l'esordio di un legame indissolubile tra madre e creatura, dove la madre sin da subito rispetta e tutela la vita che ospita nel suo grembo. Molte giovani donne, forse, non sanno cosa potrebbe accadere al loro bambino se si permettono certi vizi. È giusto informarle dal punto di vista scientifico, ma è anche giusto educarle al rispetto alla vita. Ben vengano gli scienziati, ma anche educatori che sappiano comunicare con un linguaggio comprensibile e vicino alle gestanti. Esperti che siano in grado di render chiara un'immagine ben precisa - che non necessità di termini quali endocannabinoidi, molecole e recettori - : un ventre materno appesantito da una coltre di fumo, dentro la quale giorno dopo giorno tentano di svilupparsi due piccoli polmoni.



Torna ai contenuti | Torna al menu