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22 Maggio 2008
Cogne. La mamma assassina sconti il suo debito
di Cinzia Lacalamita
Dopo anni di dubbi, dopo anni in cui l'opinione pubblica e i media si sono interrogati sull'innocenza o meno di Annamaria Franzoni, è finalmente arrivata la sentenza definitiva e per la donna si sono aperte le porte del carcere. Le indiscrezioni dicono che al momento dell'arresto Annamaria si sia preoccupata della sorte dei suoi figli. Peccato che non abbia riservato tanta premura anche al piccolo Samuele, vittima nel 2002 della sua ferocia. Peccato che ieri, quando i carabinieri l'hanno prelevata dalla sua abitazione, una donna che stava assistendo alla scena abbia gridato: Annamaria, ti vogliamo bene"… ti vogliamo bene?!
Come si fa a voler bene a chi non è stata capace di amare suo figlio ed è arrivata al punto di ucciderlo? Peccato che l'avvocato Paola Savio pensi ancora di ricorrere alla revisione del processo. Perché? Perché si vuole dare a tutti i costi un'ulteriore possibilità ad una madre che si è macchiata di una colpa tanto grave e meschina? Perché una donna che ha tolto la vita alla sua creatura riceve ancora la benevolenza dei vicini di casa? Annamaria Franzoni è stata giudicata colpevole da chi di competenza. Basta pietà per lei: è giunta l'ora in cui la mamma assassina sconti il suo debito.
È giunta l'ora in cui giustizia venga resa a Samuele. Samuele, dimenticato da tutti quelli che ancora lottano per concedere una libertà immeritata a chi lo ha massacrato senza pietà. Qualcuno, per fortuna, caro Samuele, non si è fatto abbindolare da chi ha spento il tuo sorriso. Oggi qualcuno, caro angelo, ti dice nella speranza che tu possa sentirlo: "Samuele, è a te che vogliamo bene".
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