Cinzia Lacalamita


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Nessun grazie: voglio una casa

Il Meglio di... > DANIELE AMANTI


9 Maggio 2009


Nessun grazie: voglio una casa

di Cinzia Lacalamita per You Telethon


Cari amici di youtelethon, ho letto, non senza commozione, ciò che avete scritto attraverso Facebook in merito alla mia persona: “Ringraziamo Cinzia Lacalamita che ha inserito il suo articolo nuovo su Daniele Amanti nella comunità on line, dobbiamo riconoscerle una grande forza e determinazione. Vi ricordate l'articolo di Valerio? " Un ciclone chiamato Daniele"? Cosa ne pensate di nominare anche Cinzia, come "Il nuovo ciclone chiamato Cinzia"? Ringraziamo Cinzia per la sua perseveranza e per averci portato in poco tempo oltre 50 nuovi Ambasciatori”. Avete persino invitato i vostri amici a sostenermi come ambasciatrice. Premesso che il vostro gesto, che ho infinitamente apprezzato, mi ha regalato nuova energia e spronato a fare sempre meglio, credo, a questo punto, di dovervi raccontare qualcosa in più di me. Tranquilli, per l’amor del Cielo, non intendo tediarvi con “il chi sono” e “cosa faccio”. Molto più semplicemente voglio mettervi al corrente di “cosa farò”. Ho degli obiettivi da raggiungere. Lo sapete che vi sto usando per riuscirci? E già… sto usando voi, la rete, i miei 3000 amici su Facebook, i miei amici e parenti della vita “reale”. Ogni persona, ogni associazione che, come voi, sostiene me e Daniele Amanti, rappresenta un mattone in più per costruire la mia casa che di nome fa Speranza. Ognuno di voi contribuisce a renderla più solida e ampia ed ognuno di voi, nel rendere forti me e Daniele, contribuisce ad abbattere quel muro di diffidenza che divide le persone comuni, i malati e i loro familiari, dal mondo della ricerca: un mondo che si guarda
con sospetto a causa delle troppe truffe, della disinformazione e della totale assenza di coraggio, di troppi, di mettersi in gioco e a disposizione di chi ha una malattia. Non posso fare altro, e ne sono felice, di essere a vostra completa disposizione. Del resto, come potrei non esserlo, considerato che, ve l’ho detto, vi sto usando (strizzatina d’occhio complice). Non servono grazie da parte vostra. Non posso pensare di essere qui, su questa terra, per mangiare, bere, piangere e gioire senza volgere lo sguardo attorno a me, senza servire a niente e a nessuno se non a me stessa. Ciò che posso e devo sperare è di guardare indietro, quando sarò ormai vecchia, con la convinzione di non aver lasciato nulla al caso: nessun rimpianto per qualcosa di incompiuto. Mi auguro, amici di youtelethon, che sul vostro cammino possiate trovare tanti altri “cicloni”, più forti di me e con possibilità maggiori delle mie per farvi diventare sempre più grandi. Nel mio piccolo continuerò a fare il massimo perché questo accada.


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