Cinzia Lacalamita


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Una labile traccia indelebile

RECENSIONI > ARCHIVIO 2008


29 Novembre




Il romanzo dello scrittore Paolo Federici
(Recensione pubblicata su Agorà Magazine)


Per chi è romantico e passionale, per chi ama gli intrighi di corte e le storie che raccontano di amori struggenti e di destini già scritti,
"Una labile traccia indelebile", è un romanzo da non perdere. Ma lo è anche per chi, invece, preferisce all'amore la concretezza della scienza. Impossibile, verrebbe da dire. Scienza e amore, infatti, hanno ben poco da spartire: difficile, dunque, associarle e far si che il connubio possa apparire interessante agli occhi del lettore. Difficile per chiunque, ma non per Paolo Federici, scrittore capace di creare, riga dopo riga, un'atmosfera surreale e assolutamente coinvolgente. Una labile traccia indelebile è un susseguirsi di emozioni. Emozioni che in un continuo crescendo, fanno sì che realtà e fantasia, presente e passato, si intreccino al punto tale da diventare un'unica cosa.
Cos'avranno in comune gli uomini e le donne della famiglia "Savoia", appartenenti al XIV secolo, con il professor Galimberti, docente universitario dei giorni nostri? Da quale filo conduttore sono legate le parole cariche di passione di una giovane donna e il morbo di Rendu-Osler? Chi può risolvere l'enigma che avvolge l'intero romanzo? Sarà, forse, un vecchio parroco agonizzante? Sarà lui il punto di partenza per svelare il mistero, oppure si tratta semplicemente di un uomo in stato confusionale perché prossimo alla morte?
Dare anche solo il minimo indizio significherebbe togliere sapore a pagine intense, suggestive. Pagine, che per la tanta curiosità che destano, scorrono veloci sotto gli occhi di chi le legge.
Il desiderio di vederci chiaro, di capire, trova soddisfazione in quello che risulta un finale degno di un originalissimo libro e di un autore dalla fervida fantasia.


Cinzia Lacalamita




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