Cinzia Lacalamita

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Santoini: a casa!

ATTIVITA' > Nuova Resistenza


22 Maggio 20011


Santolini: a casa, non a Montecitorio!


di Cinzia Lacalamita

Nome: Luisa Santolini
Professione: Parlamentare
Segni particolari: indegna del ruolo che ricopre

L’esponente dell’UdC Luisa Santolini, durante una discussione a Montecitorio in merito al Ddl Concia (che ha proposto un testo di legge base contro l’omofobia) ha dichiarato: “Il mio orientamento sessuale è l’eterosessualità, ma ce ne sono anche altri, come l’omosessualità e la pedofilia”.
Ora, senza entrare nel merito del decreto, è bene soffermarsi sulla questione “pedofilia uguale orientamento sessuale”. Ed è bene soffermarsi sul fatto che l’affermazione giunge nientemeno che da un parlamentare. Forse, la signora Santolini non ha ben chiaro il significato di “orientamento sessuale” e, ancor meno, quello di pedofilia. È ora di piantarla. Ma è ora di piantarla per davvero con questo ignobile desiderio di reputare tutto semplice e tutto “normale” ciò che semplice e normale non è. È ora di piantarla di fare i buonisti o i moderni quanto in gioco ci sono le vite delle persone.
C’è chi insiste nel sentenziare che la pedofilia è una malattia. C’è chi insiste nel sostenere che non lo è affatto. Non è questo il punto. Il punto è che non è accettabile che si consenta a un parlamentare di dire eresie su un comportamento osceno, che traumatizza in maniera indelebile le vittime di adulti che, malati o meno, vanno pesantemente puniti e messi in condizione di non reiterare un reato di proporzioni enormi. Il pedofilo uccide mente e corpo di un bambino. Il pedofilo annienta. Questo fa il pedofilo: e non ci sono giri di parole, e non ci sono attenuanti, e non ci sono giustificazioni.
Sminuire la gravità di atti luridi, definendoli “orientamento sessuale” e paragonandoli a qualsiasi altra forma di reale orientamento sessuale tra adulti consenzienti, ha dell’incredibile.
Le parole della Santolini sono di una pericolosità e di una stoltezza inaudita, non tengono in considerazione il dolore delle vittime, ostacolano la via per l’inasprimento delle pene da attribuire ai pedofili, sono un insulto per qualsiasi essere umano che impiega il sesso come forma di piacere non lesiva al partner.
Un altro chiaro esempio, quello della Santolini, di come la politica venga fatta senza coscienza sociale, senza conoscenza, senza rispetto. Vale la regola del: “Sino a quando non tocca a me, nulla è grave”.
Se toccasse a qualcuno a lei caro di rimanere vittima “dell’orientamento sessuale” di un pedofilo, signora Santolini, farebbe ancora tanto la spavalda in virtù del ruolo che, alla luce dei fatti, immeritatamente ricopre?
Che vergogna signora, che vergogna! E che tristezza.


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